Il problema di iniziative come quelle di Beppe Grillo e' che, a mio parere (of course), non hanno alcuna conseguenza concreta. Non perche', come vogliono normalmente far credere, la "partitocrazia" e cieca e sorda alle richieste dalla piazza, ma piuttosto perche' la piazza stessa non vuole agire. E' un atteggiamento abbastanza comune: sono dispostissimo a lamentarmi e a criticare come vengono fatte le cose, ma quando si tratta di rimboccarmi le maniche e FARE davvero...beh...allora e' tutta un'altra storia. Le mie critiche all'iniziativa sono numerose, ma provero' comunque ad elencarne i punti salienti.
- La mia prima critica e' solo apparentemente, spero, superficiale e riguarda il titolo della manifestazione. "Vaffa day". Questa scelta e', secondo me, illustra in maniera chiara l'atteggiamento distruttivo, e non costruttivo, della manifestazione. Un'iniziativa nata per lamentarsi, e senza nemmeno troppa riflessione. Se veda punto 2). Il problema e' che la scelta stessa di adottare un linguaggio che l'ex premier definirebbe "giovanile" o " "rozzo ma efficace" immediatamente abbassa il livello della manifestazione. Come le affermazioni di Bossi nei primi anni della Lega Nord: si fa leva sulla massa scontenta con linguaggio da Bar Sport e approfittando del fatto che in questo modo diventa superflua ogni considerazione seria del problema. Quando inizio a dire frasi del tipo "Questi politici corrotti e ladri" sto automaticamente lasciando scadere il livello del dialogo. Diventano brontolii e basta.
- Si obiettera' ad alcune affermazioni nel punto 1), forse, che c'erano anche proposte concrete. Certo, non lo nego. Ma chiaramente a tali proposte non si era dedicato sufficiente tempo. Mi riferisco alle tre proposte di legge per le quali si firmava e che TUTTE E TRE mostrano gravi falle: se uno vuol fare di una proposta il fulcro di una manifestazione, mi parrebbe il minimo dedicarci abbatanza tempo da assicurarsi che tale proposta sia applicabile. Non sono un'esperta, ma concordo, per esempio, con l'analisi fatta da Eugenio Scalfari su Repubblica.it. Ne riassumo alcuni punti (anche se consiglio la lettura dell'articolo completo).
- No ai condannati in Parlamento
Quali condanne? Tutte? Reato di opinione incluso? Dal primo grado di giudizio anche quando si e', basandosi sulla nostra costituzione (che, a meno di poche eccezioni, viene considerata giusta) innocenti?
- No ai politici di professione, due legislature e poi tornino al loro lavoro
Quindi se una persona era competente e sapeva fare bene il suo lavoro la mandiamo a casa? Rinunciamo all'esperienza accumulata in anni di lavoro? Se io proponessi di licenziare un ingegnere dopo dieci anni che fa bene il suo lavoro mi prenderebbero (giustamente!) per pazza: semmai gli si da' una promozione. Sta al cittadino scegliere se la persona negli anni ha accumulato esperienza, e quindi rivotarla, o se invece ha accumulato solo colpe, e quindi votare qualcun altro.
- Si' alla preferenza diretta
E qui siamo d'accordo. Ma pare che il problema del punto 1) rimanga. Vogliamo la preferenza diretta, ma come viene fatta alle primarie del partito democratico non ci va bene. La vogliamo come piace a noi. E cioe'?
- A parte l'iniziativa in se' stessa, c'e' una critica al suo organizzatore, Beppe Grillo. Anzitutto, vorrei dire che a me Grillo nei primi anni Novanta piaceva molto, e che quindi non sono affatto partita prevenuta contro di lui. Se ora ho un'opinione negativa di Grillo e' tutto merito suo (non che gliene possa importare ;-) ). Grillo un po' mi ricorda la nostra sinistra: sempre bravo quando si tratta di criticare, ma incapace al momento di mettersi a fare. Con la differenza che lui nemmeno ci prova. Una persona in grado di mobilitare 300.000 persone potrebbe cercare di fare di piu': farsi eleggere e davvero fare qualcosa per migliorare il sistema. Ma chiaramente questo e' difficile, perche' ci si scontra contro le difficolta' reali. Molto piu' facile lamentarsi che chi e' il potere non fa quello che noi non abbiamo nemmeno il coraggio di tentare.
- Oggi inizia un nuovo Rinascimento fatto dagli italiani.[...]Se lo eleggono loro. Alle primarie a pagamento ci vanno loro. LORO, l’incantesimo della delega. A TUTTO CI PENSERANNO LORO.[...] (fonte: blog di Beppe Grillo, post del 9 settembre)
Non si convincono i cittadini a tornare alla vita politica trasformandoli in una massa che approva ciecamente il proprio leader. L'incantesimo della delega che Grillo critica tanto coraggiosamente e' esattamente quello che lui stesso sta usando sulla massa che lo sta ad ascoltare. "Loro hanno torto e noi possiamo lamentarci ed e' tutta colpa loro se non cambiano le cose". Quello che Grillo non dice (non sa?) e' che sono le sue stesse parole a delegare il parlamento, in quanto negano il fatto che i cittadini stessi debbano assumersi una responsabilita'. Responsabilita' che va dall'informarsi su chi si sta per eleggere al parlamento, al non parcheggiare in doppia fila, al non violare i limiti di velocita' sulle strade, al non buttare carte e "cicche" per terra.
"A un primo sguardo sembra che questo tipo di comunicazione [i mass media in generale, ma si estende anche a questo genere di manifestazioni di massa] si incentri sul singolo, sull´individuo, non sulle masse. Ma è una suggestione pericolosa. I mezzi di comunicazioni di massa pongono il singolo in primo piano, lo consacrano persino, incanalandolo sempre più verso se stesso. Anzi, in fin dei conti, esclusivamente verso se stesso: verso i suoi bisogni, i suoi interessi, le sue aspirazioni, le sue passioni. In mille modi, palesi o nascosti, liberano l´individuo da ciò di cui lui è in ogni caso ansioso di liberarsi: la responsabilità verso gli altri per le conseguenze delle sue azioni." [D. Grossman, Discorso al Festival della Letteratura di Berlino]
- Si lega al punto precedente, quindi potrebbe forse essere un 4bis. Riporto alcune frasi.
- "Non credete più ai giornali e alle televisioni. Mentono, mentono. Banche, media, politica, grandi aziende sono la stessa cosa. Le stesse persone. Un mostro che divora il Paese, che vi fa credere quello che vuole, che intervista in ginocchio prescritti, mafiosi, corrotti e corruttori. Li trasforma in persone oneste, in statisti. Ma sono solo dei poveri cialtroni che in altri Paesi dovrebbero nascondersi dalla vergogna" (fonte: blog di Beppe Grillo, post del 9 settembre)
- "Dov’eri Amato quando avete scarcerato un anno fa 26.000 criminali? Lo avete fatto per evitare che gli amministratori pubblici, i vostri compari, i furbetti della politica finissero in galera. Non dirmi che non lo sai. E ora ci parli di svolta fascista. Di summit sulla sicurezza." (fonte: blog di Beppe Grillo, post del 9 settembre)
- "Ichino che mi hai dato del terrorista citando un articolo falso, non scritto da me, sul Corriere della Sera, mi senti? Ti ho invitato, ma non ti vedo. Ti dico allora una sola parola: “Vaffanculo!” Ci sono più di cinque milioni di precari in Italia, vogliamo fare finta di niente? Aspettare che arrivino a dieci milioni, venti milioni? C’è una verità che nessuno vuole dire: manca il lavoro. E se manca il lavoro allora arrivano le leggi che regolarizzano il precariato" (fonte:blog di Beppe Grillo, post del 9 settembre)
Queste frasi non sono costruttive. Non sono propositive. Sono semplicemente qualunquismo* infarcito di volgarita'? Una sottile forma di demagogia che suggerisce che "senza l'indulto non ci sarebbero reati" (In realta' non ci sono dati statistici che permettono di sostenere una tesi o quell'altra: le rapine in banca sono aumentate e i furti d'auto diminuiti e la temperatura e' salita di tot gradi) o che "Ichino che non si presenta a farsi insultare" lo fa perche' ignora i cinque milioni di precari.
* Qualunquismo: atteggiamento di indifferenza o sfiducia nei confronti della politica e del sistema dei partiti, che si manifesta in prese di posizioni semplicistiche nei confronti dello stato o del governo.(fonte:Garzanti Linguistica)
- Particolarmente "interessanti" sono in generale i riferimenti alla legge Biagi. Vediamoli uno per uno (fonte: video trasmesso durante il V-Day):
- La legge Biagi ha introdotto in Italia il precariato. Prima non c'era, adesso c'e'.
Falso. La legge Biagi e' del 2003. Negli anni dal 1994 al 1999 (circa) mia madre (e come lei tanti altri) ha cambiato una dozzina di lavori. Certo, non era precaria: all'epoca si chiamavano "novantisti" perche' avevano contratti da novanta giorni.
- Ha trasformato il lavoro in progetti a tempo. La paga in elemosina. I diritti in pretese irragionevoli.[...]
Questo puo' essere parzialmente vero, e infatti provvedimenti sono gia' stati presi a riguardo. Basta stare attenti a cio' che accade al di la' delle urla sguaiate di demagoghi scontenti, qualcosa si e' iniziato a fare. Proprio in questa direzione si muove il "Decreto Bersani". Ne cito alcune parti (fonte: sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, pagina 20 e successive del documento linkato)
- qualora a seguito di successione di contratti per lo svolgimento di mansioni equivalenti il rapporto di lavoro fra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore abbia complessivamente superato i 36 mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, ogni eventuale successivo contratto a termine fra gli stessi soggetti dovrà essere stipulato presso la Direzione provinciale del lavoro competente per territorio, con l’assistenza di un rappresentante dell’organizzazione sindacale cui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato. In caso di mancato rispetto della procedura indicata, il nuovo contratto si considera a tempo indeterminato. [...]
- il lavoratore, che nell’esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a 6 mesi, ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine. Lo stesso principio si applica alle assunzioni a tempo determinato nelle attività stagionali;
- Senza niente. Neppure la dignita'. Neppure la speranza degli operai degli anni '50. Che vivevano di sacrifici, ma sapevano che i loro figli avrebbero avuto una vita migliore.
Perchè i ragazzi non hanno scelta. O quello, o emigrare. (fonte: blog di Beppe Grillo, post del 9 settembre)
E infatti basta vedere un paio di statistiche e scoprire che negli anni Cinquanta sono emigrati oltre un milione di Italiani, contro poche centinaia di migliaia in questi anni (e la popolazione e' cresciuta) per capire che queste frasi sono solo populismo*
* Populismo: atteggiamento o movimento politico, sociale o culturale che tende genericamente all'elevamento delle classi più povere, senza riferimento a una specifica forma di socialismo e a una precisa impostazione dottrinale (fonte:Garzanti Linguistica).
- [...] [una generazione ] Che sta pagando la pensione ai vecchi. Che si sta incazzando.
E si lamenta che non ne avra' una da farsi pagare dai nuovi giovani. Populismo once more.
- Che non ha rappresentanza politica.
E di chi e' la colpa? Chi va a votare? Chi e' che potrebbe iscriversi ai partiti> O fondarne di nuovi?
- Una generazione senza soldi, senza tfr, senza speranze professionali. Una generazione di schiavi moderni.
Questo e' offensivo (nei confronti di schiavo lo e'/e' stato davvero), oltre a essere demagogia allo stato puro.
- La legge Biagi doveva inserire nel mondo del lavoro i giovani. Ha invece trasformato i giovani in merce a basso costo. [...]
Se a qualcuno puo' interessare, suggerisco anche la lettura di
questo post di Luttazzi che e', a mio parere, molto ben scritto e argomentato.